La grotta Zinzulusa a cosa deve il suo nome? Secondo la leggenda…

Tempo di lettura: 3 minuti La Zinzulusa è protagonista di una delle più celebri leggende pugliesi: la tradizione popolare narra che un tempo, vicino al luogo, vivesse il Barone di Castro, signore delle terre attorno al paese, uomo ricchissimo e allo stesso tempo malvagio e crudele.
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La Zinzulusa è una grotta naturale che si affaccia sul mare, a metà strada tra Castro e Santa Cesarea Terme e rappresenta una delle più importanti manifestazioni di carsismo costiero dell’Europa Mediterranea. Prende il nome dal termine dialettale zinzuli, traducibile con stracci, per la particolare conformazione delle stalattiti che pendono dal soffitto come se fossero, giustappunto, stracci.

La grotta fu scoperta dal Vescovo di Castro Antonio Francesco del Duca nel 1793. Solo nel 1950 cominciarono i primi studi sull’ecosistema cavernicolo della Zinzulusa e nel 1957 fu aperta al pubblico.

zinzulusa ingresso
Ingresso della Grotta Zinzulusa visto dall’interno

La Zinzulusa è protagonista di una delle più celebri leggende pugliesi: la tradizione popolare narra che un tempo, vicino al luogo, vivesse il Barone di Castro, signore delle terre attorno al paese, uomo ricchissimo e allo stesso tempo malvagio e crudele, il quale lasciò morire la moglie di dolore e nonostante la grande quantità di denaro che possedeva, preferiva accumulare beni piuttosto che spendere qualche soldo per vestire la piccola figlia.

Un giorno però una fata buona si presentò al cospetto della sfortunata bambina. Le donò un vestito stupendo, stracciando quello vecchio e logoro che indossava. Gli stracci volarono insieme al vento fino ad adagiarsi sulle pareti della grotta, dove si pietrificarono.

zinzulusa guano
Scritte in guano risalenti al 1940

Il Barone invece venne punito dalla fata e abbandonato nel profondo delle acqua sottostanti alla grotta, e laddove egli si adagiò, scaturirono dal fondo marino delle acque infernali, creando il laghetto chiamato Cocito.

La bambina, ormai libera dal malvagio padre e felice, si sposò con un principe ricco e buono, e la sua vita cambiò per sempre.

La grotta Zinzulusa è visitabile tutto l’anno (condizioni meteo permettendo) e si articola in tre parti distinte e geomorfologicamente diverse: l’ingresso, la Cripta e il bacino del Cocito.

  • La prima area della grotta è quella che include l’ingresso, il corridoio delle meraviglie e la Cripta. L’ingresso è scavato in calcari compatti ed è caratterizzato per la grande varietà e quantità di stalattiti e stalagmiti. Attraversando i 100 metri di galleria carsica denominata “corridoio delle Meraviglie” si trova un piccolo lago di acqua dolce e limpidissima mista a infiltrazioni marine, chiamato “La Conca“. La parte terminale del corridoio viene chiamata Cripta.
  • La seconda parte della grotta si estende dalla Cripta all’ampia cavità denominata “Il Duomo“. Questa parte di grotta pare risalire al periodo Cretacico ed è caratterizzata da pareti lisce alte oltre 20 metri sulle quale è facilmente riscontrabile l’azione erosiva delle acque interne. Il Duomo è un’enorme cavità simile ad una cattedrale sulle cui pareti trovano rifugio numerose colonie di pipistrelli.
  • Il Duomo è il tratto terminale della parte emersa della grotta, dopo il quale si giunge alla parte terminale che ospita il piccolo bacino chiuso del Cocito. Le acque sono caratterizzate da una netta stratificazione: calde e salmastre nella parte bassa mentre dolci e fredde in superficie.
grotta zinzulusa
Esterno della Grotta Zinzulusa

Il tratto visitabile della grotta è di circa 150 metri. Dopo di che la zona è delimitata come area biologicamente protetta vista la grande varietà di specie animali e acquatiche che vi vivono, alcune delle quali molto rare o addirittura in via di estinzione. Nella grotta sono presenti anche numerosi resti fossili di orsi, uccelli, cervi, rinoceronti, ippopotami e felini.

La grotta riveste una certa importanza anche a livello culturale. Nel 1968, vi furono infatti girate alcune scene del film di Carmelo Bene, Nostra Signora dei Turchi. Anche il poeta Armando Perotti le dedicò alcune rime rimaste celebri:

“Dormi nel tuo mistero o Zinzulusa!

Noi lo tentammo questo tuo mistero

con la religion di chi sospetta

ch’oltre la realtà cominci il vero”

Ci sarebbe altro, molto altro da dire su questo capolavoro naturale. Ma lasciamo a voi il piacere di scoprirlo in prima persona.

Vieni nel Salento e immergiti nella magia della grotta Zinzulusa!

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