Dolmen del Salento, alla scoperta dei monumenti megalitici

Tempo di lettura: 2 minuti Salento: il sole, il mare, il vento e i… dolmen! Ebbene si, nelle campagne del Salento, nascosti tra gli alberi di ulivo ma presenti anche nei centri abitati dei comuni dell’entroterra salentino, fanno bella mostra di se i Dolmen del Salento. Monumenti megalitici comparsi sulla terra nel IV millennio a.C. costituiti da enormi blocchi di pietra […]
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Salento: il sole, il mare, il vento e i… dolmen!

Ebbene si, nelle campagne del Salento, nascosti tra gli alberi di ulivo ma presenti anche nei centri abitati dei comuni dell’entroterra salentino, fanno bella mostra di se i Dolmen del Salento.

Monumenti megalitici comparsi sulla terra nel IV millennio a.C. costituiti da enormi blocchi di pietra e dalla dubbia funzione.

In passato è stato ipotizzato che i Dolmen fossero particolari tipi di altari pagani o che fossero simboli che in qualche modo avrebbero dovuto propiziare la fecondità della terra.

Al momento le ipotesi più accreditate conferiscono ai Dolmen del Salento la funzione di antiche tombe o are sacrificali.

Durante il Medioevo un processo di cristianizzazione ha interessato questi simboli pagani. Incisioni, croci e simboli cristiani hanno modificato la reale natura di dolmen e menhir.

I monumenti megalitici presenti nel Salento sono datati dagli studiosi tra la fine del neolitico e l’inizio dell’età del bronzo.

Presenti tanto nelle zone di campagna quanto in pieno centro abitato, i dolmen presenti oggi in Salento non sono che una minima parte di quelli un tempo rintracciabili.

In Italia solo la Sardegna può vantare un numero di monumenti megalitici maggiore. Nel resto d’Europa è possibile trovare costruzioni simili in Spagna, Corsica, Malta e nell’Europa del Nord con a capo l’Inghilterra.

Come costruivano i dolmen del Salento

Il dolmen è insieme al menhir il tipo più noto di monumento megalitico.

Costituiti da più piedritti verticali a sostegno di uno o più lastroni orizzontali, hanno nel tempo modificato il loro aspetto.  Originariamente infatti la costruzione era ricoperta e protetta da un monticello di pietre e terra.

Varie ipotesi sono state fatte sulle modalità di costruzione dei Dolmen nel Salento.

Come avvenuto nel resto d’Europa è possibile ipotizzare che i costruttori dei Dolmen potrebbero aver utilizzato un sistema di rotaie e sfere di pietra o legno per portare i pesanti massi nel luogo giusto e poi messi in posizione con un sistema di corde e tiranti.

Mappa dolmen nel Salento

  • Dolmen Chianca a Carpignano Salentino
  • Dolmen Sgarra (scomparso) a Castro
  • Dolmen doppio Caroppo I e Caroppo II a Corigliano d’Otranto
  • Dolmen Masseria Nuova a Corigliano d’Otranto
  • Dolmen Specchia a Corigliano d’Otranto
  • Dolmen Stabile a Giuggianello
  • Dolmen Chiancuse a Giurdignano
  • Dolmen Grassi a Giurdignano
  • Dolmen Orfine a Giurdignano
  • Dolmen Peschio a Giurdignano
  • Dolmen Gravasce (scomparso) a Giurdignano
  • Dolmen Sferracavalli a Giurdignano
  • Dolmen Canali a Maglie
  • Dolmen Chianca a Maglie
  • Dolmen Grotta a Maglie
  • Dolmen Pino a Maglie
  • Dolmen Gurgulante a Melendugno
  • Dolmen Placa a Melendugno
  • Dolmen Civo a Melissano
  • Dolmen Scusi a Minervino di Lecce
  • Dolmen Cauda (scomparso) a Minervino di Lecce
  • Dolmen Muntarruni (scomparso) a Cocumola
  • Dolmen Monte Culumbu (solo alcuni resti) a Cocumola
  • Dolmen Sgarra (scomparso) ad Ortelle
  • Dolmen Campina (scomparso) a Poggiardo
  • Dolmen Oru a Poggiardo
  • Dolmen Ospina a Racale
  • Dolmen Cosi a Salve
  • Dolmen Argentina a Salve
  • Dolmen Sgarra2 (scomparso) a Uggiano la Chiesa
  • Dolmen Cranzari a Zollino

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